E poi ti capita di passare la notte a guardare il soffitto, a cercare quel senso di infinito che viene bloccato dal muro bianco sopra la tua testa.
E pensi, ripensi, cerchi di capire la ragione per cui le cose devono sempre andare per il verso sbagliato.

Guardi dentro te stessa, scovi profondamente all’interno del tuo animo, alla ricerca di quel qualcosa di sbagliato, che continuamente ti porta a stare male, a cercare quel pezzettino di menefreghismo che ti aiuterebbe ad affrontare con coraggio il corso della tua vita.

Ieri mi è stato detto: “La vita non è un diritto ma un privilegio”.
Se penso alla parola privilegio la prima cosa che mi salta in mente sono l’agiatezza, lo stare bene, l’essere sereni…. O siamo semplicemente fortunati ad essere vivi.

Tornando allo scavare dentro me stessa cerco un riferimento, un particolare che mi porta a capire il perchè mi succedono sempre le stesse cose.
Leila sei buona, continuano a dirmi ma con il passare del tempo mi chiedo se è un bene o un male essere buoni, se alla fine deve portare a qualcosa, perchè io mi vedo sempre andare indietro. Catapultarmi sempre nella stessa direzione.

Sono buona, e credo che il sia il peggiore difetto che una persona possa avere. L’essere buona mi porta sempre ad allontanarmi dalle persona a cui tengo di più. L’essere buona non mi fa essere amata, l’essere buona mi fa cadere in un buco, di cui non vedo il fondo, in caduta libera, e nessuno ha il coraggio di tendermi la mano per dirmi “E’ ora di finirla. Ci sono io.”

Cerchi di poterti occupare di tutto, di fare il meglio per il mondo che ti circonda e fai solo del male alle persone che ti sono vicino….. e allora come si fa a essere definiti buoni? Non si può.

Io ho sempre cercato di dare agli altri quello che cui alla fine avrei avuto bisogno io. Ma non avendo avuto modo di ricevere determinati sentimenti forse non sono in grado di poterli trasmettere agli altri e il mio volere bene porta le persone a scappare, ad allontanarsi.
Ci si sente sbagliati, incapaci, svuotati, poco intelligenti alla fine. Ti metti a guardare fuori dalla finestra, c’è un cielo bellissimo e un sole che dovrebbe scaldarti l’animo e invece lo si fa diventare nuvoloso, e pronto a scaricare sopra di te un temporale che ti laverà via una parte di te. Se la porterà lontano dove non ptraà più essere recuperata.